Il vangelo secondo Marco dedica particolare attenzione al vedere di Gesù, ai suoi modi diversi di guardare, non è un caso che solo il vangelo secondo Marco contenga il seguente rimprovero di Gesù ai discepoli: “Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite?” (Mc 8,18).
In questo vangelo per ben 27 volte si attesta il vedere di Gesù, nelle sue varie sfumature: vedere, fissare lo sguardo, guardare attorno, osservare. Il primo sguardo di Gesù è verso i cieli, che vede aperti nel momento della sua immersione nel Giordano (cf. Mc 1,10). Ma poi è soprattutto uno sguardo per gli uomini... per esempio lo sguardo che chiama alla sequela (cf. Mc 1,16.19). Attraverso il guardare, il fissare lo sguardo, Gesù vuole comunicare in modo più profondo con quel personaggio, vuole che egli “si senta visto” (esperienza per ognuno di noi straordinaria e decisiva, quando avviene veramente!), si senta conosciuto nel suo cuore, si senta accolto. Sì, in questo modo di vedere che è benevolo, pieno di affetto e gratuito, Gesù di fatto lo ama. Quel giovane si è sentito guardato e amato dal Signore: ecco il culmine del nostro brano evangelico! Per lui il volto di Gesù è diventato il volto di uno che offre attenzione e amore, sicché questi non vanno meritati, vanno solo accolti con stupore, perché sono la grazia. Quello sguardo di Gesù è stato come una carezza.
Mi viene in mente il motto che il Papa ha scelto per il suo ministero Petrino prendendo da San Beda, il Venerabile il commento dello sguardo di Gesù sul pubblicano Matteo (cf. Mt 9,9 ) , “Gesù vide il pubblicano, lo vide facendogli misericordia, e lo chiamò dicendogli: ‘Seguimi!’” (Omelie 21, CCL 122,150).
Se il ricco ,io tutti noi avessimo tutto, allora il Signore sarebbe il mio, il nostro Pastore, ma ci manca una cosa per non mancare di nulla – “Il Signore è il mio Pastore, non manco di nulla” (Sal 23,1) –, perché il Signore è buono, è amore, e se si ha l’amore, si ha tutto!
Gesù non gli dice: “Sì, tutto va bene, ma gli dice: “Ti manca una cosa, lasciare tutto e seguire me” (cf. Mc 10,21). Ecco dove Gesù ha portato il giovane con il suo sguardo e il suo amarlo: a riconoscere che gli manca qualcosa, una sola, ma che dunque non può essere soddisfatto di se stesso. Il suo volto e il volto radioso e amorevole , misericordioso di Gesù, si incrociano...Gesù sembra che gli dica -coraggio ci sei ormai, -vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!
Deve ormai rispondere a quello sguardo, gli saranno venuti in mente i beni, gli affetti, le tante cose che aveva, ora non può più tergiversare, e....ahimè....si scurisce in volto "possedeva infatti molti beni ".
Quel tipo però non possedeva molti beni...."era posseduto" , era talmente preso che non riesce e non vuol lasciare ... diventa scuro nel volto segno che richiama a quella tristezza del peccato che ci rende egoisti e dunque soli.
Anche noi verifichiamoci sul, possedere ed essere posseduti....Chi mi possiede ?.... di chi sono io, a chi appartengo ?.
Il Signore ci mostra il suo sguardo: "Guardate a lui e sarete raggianti
non saranno confusi i vostri volti.", (Salmo 32 (33) vs 6 ).
Un caro saluto e buona giornata
don Fa.
deve sentire che lo sguardo e l’amore di Gesù lo spingono a cambiare vita, a prendere un nuovo orientamento, a mutare i rapporti che ha con gli altri e con le cose, per poter seguire Gesù e aderire a lui.
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