Oggi la scrittura, nella prima lettura tratta dal Libro di Daniele, ci dà motivo per trovare spunti per la nostra vita e il cammino di fede che stiamo facendo.
Daniele continua a raccogliere in sé saggezza, giovinezza, intelligenza, fede ineccepibile. La narrazione che la liturgia ha scelto oggi ce lo presenta alle prese con l'invidia dei cortigiani del re (che stavolta si chiama Dario), che per metterlo in difficoltà inventano un editto che vieta ogni forma di preghiera e di adorazione che non sia rivolta al re. Il re è amico di Daniele e lo metterebbe addirittura al suo posto, tanto ha fiducia di lui. Eppure...spinto dai cortigiani, firma questo editto e senza volere, diventa il persecutore dell'amico. Perché Daniele si è sempre mantenuto fedele al Dio dei suoi padri e, nonostante la fidata collaborazione con re Dario, non è mai venuto a compromessi circa la sua vita da credente. Viene logicamente scoperto in adorazione del suo Dio e la punizione per i contravventori l'editto è terribile: trovarsi in una fossa con leoni affamati.......
Addirittura Daniele ottiene la conversione del re pagano. Leggiamo : " Allora il re Dario scrisse a tutti i popoli, nazioni e lingue, che abitano tutta la terra: «Abbondi la vostra pace. Per mio comando viene promulgato questo decreto: In tutto l’impero a me soggetto si tremi e si tema davanti al Dio di Daniele,
perché egli è il Dio vivente,
che rimane in eterno;
il suo regno non sarà mai distrutto
e il suo potere non avrà mai fine.
Egli salva e libera,
fa prodigi e miracoli in cielo e in terra:
egli ha liberato Daniele dalle fauci dei leoni ».
L'invidia dei cortigiani, forse più maldestra dei leoni che Daniele con la sua fiducia in Dio ammansisce, diventa occasione per riflettere.
Dice una filosofa :
" Se è vero che ogni vizio comporta piacere, ciò non vale per l'invidia, veleno dell'anima che genera tormento e sofferenza: si soffre di fronte al bene e alla felicità altrui, vissuti come diminuzione del proprio essere e segno del proprio fallimento. L'invidia nasce sempre dal confronto. Perché lui/lei sì e io no?, ci si chiede dirigendo sull'altro uno sguardo maligno. Una domanda che deve restare segreta, perché rivela la nostra inferiorità."
E. Pulcini, Invidia la passione triste, Bologna 2011 .
Invidia, veleno dell'anima....tutto questo ci aiuti a comprendere quali relazioni abbiamo all'interno delle nostre comunità parrocchiali , di gruppi , associazioni..movimenti..
Come Daniele crediamo in ciò che Lui può fare, che è molto di più di ciò che noi possiamo fare.
Saluti e, buona serata.
don Fabrizio
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