Oggi 17 gennaio Memoria liturgica di S.Antonio Abate.
Antonio (Alto Egitto, c. 250 – 356) si sentì chiamato a seguire il Signore nel deserto udendo nella liturgia il vangelo: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi e dallo ai poveri» (Mt 19, 21); «Non affannatevi per il domani» (Mt 6, 34). Il suo esempio ebbe vasta risonanza e fu segnalato a tutta la Chiesa da sant’Atanasio. E’ considerato il padre di tutti i monaci e di ogni forma di vita religiosa.
Il vangelo di oggi :
Avvenne che di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. 24I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». 25Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? 26Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell'offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!». 27E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato!28Perciò il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato».
Ieri avevamo nel vangelo la questione del digiuno, oggi quella del Sabato, una questione , anche questa, che Gesù vuole, negli atteggiamenti ormai assunti dai farisei , "demolire".....Si perchè il Sabato è per l'uomo, non l'uomo per il sabato.
Oggi, nel nostro tempo stiamo assistendo ancora a questo atteggiamento ; l'uomo è per il sabato, che per noi è la domenica. Gesù invita tutti noi a riposare nel suo cuore, invece l'uomo di oggi che fa...??...si affanna a rimanere nelle cose di questo tempo. Quali ? Pensiamo al modo di fare di tanti, pensiamo ad esempio a cosa accade negli Outlet....quanta gente va in questi luoghi, addirittura si costruiscono questi mega negozi con ristorante, bar e la gente sta li dentro dal mattino fino a sera, tutto il giorno...
Ma pensiamo a tutti quei cerimoniali imposti da una nostra cultura...Oggi non si parla di domenica, si dice fine settimana o Week-end....è davvero un "cerimoniale" che, come gli scribi e farisei viene "quasi" imposto , per questo non da vita....e cosa si sperimenta ? la fatica, lo stress, la fretta.......si è più stanchi alla domenica sera di quando si va al lavoro..... Davvero il modo di fare di oggi è una sorta di gabbia....è l'asservimento de " l'uomo per il sabato " e non del sabato per l'uomo.
Anche nella nostra religiosità, in noi che camminiamo con il Signore ci teniamo ad osservare nei minimi dettagli le cose religiose.....ma non riposiamo in Gesù....certo si va a messa...ma, domandiamoci....sappiamo riposare in Gesù ?
Il sabato era per i Giudei il giorno in cui la lode e sopratutto il dimorare nel cuore di Dio dava sostanza allo "Shemà Israel"....era il godere di ciò che Dio aveva compiuto attraverso i suoi prodigi per amore del popolo d' Israele, così anche noi siamo chiamati a celebrare la Misericordia che Dio ha compiuto per noi.
Ho un timore : ma che forse la domenica è diventata un pò sbiadita ?, un pò abitudinaria...pur celebrandola ? Riusciamo a rimanere, dimorare nel cuore di Gesù ?
Che il Signore ci aiuti a non lasciarci rubare la speranza nel nostro cuore ; quella ricorda a tutti noi, preti compresi, che Dio ci AMA.!!....ANCORA, DA MORIRE per OGNUNO DI NOI...!!
TU sei fatto per vivere la Koinonia con Dio....e con i fratelli, insieme a loro per dimorare in Lui e proclamare che in Lui, noi tutti possiamo veramente riposare e trovare la vera pace....del Cuore.!
Antonio Abate ci insegna a dimorare in Dio, lui sceglie di stare in Lui...ascoltiamo il suo biografo.
".....Meditando su queste cose entrò in chiesa, proprio mentre si leggeva il vangelo e sentì che il Signore aveva detto a quel ricco: «Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi, dallo ai poveri, poi vieni e seguimi e avrai un tesoro nei cieli» (Mt 19, 21). Allora Antonio, ( entrato in chiesa) come se il racconto della vita dei santi gli fosse stato presentato dalla Provvidenza e quelle parole fossero state lette proprio per lui, uscì subito dalla chiesa, diede in dono agli abitanti del paese le proprietà che aveva ereditato dalla sua famiglia — possedeva infatti trecento campi molto fertili e ameni — perché non fossero motivo di affanno per sé e per la sorella. Vendette anche tutti i beni mobili e distribuì ai poveri la forte somma di denaro ricavata, riservandone solo una piccola parte per la sorella.
Partecipando un'altra volta alla messa, sentì le parole che il Signore dice nel Vangelo: «Non vi angustiate per il domani» (Mt 6, 34). Non potendo resistere più a lungo, uscì di nuovo e donò anche ciò che gli era ancora rimasto. Affidò la sorella alle vergini consacrate a Dio e poi egli stesso si dedicò nei pressi della sua casa alla vita ascetica, e cominciò a condurre con fortezza una vita aspra, senza nulla concedere a se stesso.
Buona giornata a tutti...
d.Fa.
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