Negli Atti degli Apostoli siamo a una svolta. I primi dodici capitoli parlano di come Dio ha mandato la sua Parola a Israele e compie questa Parola nel Messia. Ora i fari non sono più puntati su Gerusalemme e neppure su Pietro. Con Pietro che nasce e Erode il nemico, che muore, con il trionfo del bene e il male che cade in se stesso, termina lo scenario di Gerusalemme, ma non perché scompaia. Gerusalemme per dodici anni è stata la gestazione lunga per diventare madre di tutti i popoli, perché si compisse la promessa fatta ad Abramo che la sua discendenza sarebbe stata più numerosa delle stelle del cielo e della sabbia del mare e perché Israele fosse luce per tutte le genti. E allora siamo allo snodo fondamentale, dove non si parla più della madre, ma delle figlie e inizia il nuovo viaggio missionario, al cap.13 che condurrà la Parola fino agli estremi confini della terra. Ora il protagonista sarà Saulo.....
In questo brano degli Atti troviamo ad Antiochia una comunità vivace, con profeti e dottori con persone cioè che sanno indicare la novità di Dio, la sua bellezza e sanno spiegare la Parola di Dio. Ci sono Paolo e Barnaba ritornati ad Antiochia con Giovanni Marco vanno per evangelizzare ma lo Spirito ha un modo tutto suo....speciale, diverso dai nostri modi a volte buonisti nel lasciarsi guidare....
Troviamo qui una bella indicazione che la Parola di Dio ci dona e ci serve i.
Quale ?
Quale ?
Queste persone, Paolo e Barnaba, sono inviati dalla Chiesa, è la Chiesa che li invia, non sono autoreferenziali. Questo ci fa pensare se le cose che scegliamo nella nostra vita, nella parrocchia o nel movimento sono scelte che facciamo sentendoci interpreti di tutto, oppure ci muoviamo facendo scelte condivise, sopratutto nel servizio.
Come vivo il mio servizio ? da battitore libero oppure ho consapevolezza che è la Chiesa, la comunità che mi invia ?
Come vivo il mio servizio ? da battitore libero oppure ho consapevolezza che è la Chiesa, la comunità che mi invia ?
Ancora, come vivo il mio discernere le cose ?
La chiesa di Antiochia si mette a pregare per fare discernimento. Sarà questa la volontà di Dio ? La risposta viene dal digiuno e dalla preghiera : SI, è volontà di Dio. Impongono le mani, segno dell'affidamento allo Spirito Santo. Da qui si vede che la missione è opera dello Spirito, dell'invio e della collaborazione della Chiesa.
Come sono allora i nostri discernimenti ? .
I cosiddetti progetti pastorali ?....Il discernimento che facciamo è con la
Chiesa ?.....
I cosiddetti progetti pastorali ?....Il discernimento che facciamo è con la
Chiesa ?.....
E' bello tutto questo , si vede come la Chiesa è guidata dallo Spirito del Signore. Sarebbe bello se ognuno di noi, tutte le nostre comunità, si "munissero" di questo modo di operare un discernimento....
Il Vangelo ci ricordava che "chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre ".
Chi si affida allo Spirito...VEDE !!
Cari amici, buona giornata a tutti.
Don Fa.
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