TOTUS TUUS

martedì 27 giugno 2017

...." CARISSIMI NOSTRI "PADRI"......"

Nota per tutti , ma a maggior ragione in chi vuole essere accompagnatore spirituale.....

I padri del deserto vivono sotto il primato della parola di Dio, in totale dipendenza dalla Parola, ma sanno anche che questa Parola si incarna, la VOGLIONO LEGGERE NELLA VITA DEI FRATELLI, VOGLIONO SENTIRLA ANNUNCIATA DA CHI VIVE DI QUESTA PAROLA E CERCA DI REALIZZARLA NELLA SUA VICENDA UMANA.
Si racconta che un giorno “alcuni fratelli fecero visita ad abba Antonio e gli dissero: `Dicci un parola: come potremo essere salvi?’ Disse loro l’anziano: `Avete ascoltato la Scrittura? É quello che fa per voi. Risposero: `Anche da te vogliamo sentire qualcosa, padre’ (Antonio 19).
Questi discepoli vogliono sentire la Parola da Antonio, l’uomo di Dio che l’ha incarnata (penso a noi sacerdoti, ma anche ai genitori ) nella sua vita, CERCANO QUALCUNO che LI GUIDI PER IMPARARE L'ARTE della LOTTA e SONO CONSAPEVOLI CHE NON BASTA LEGGERE le SCRITTURE DA SOLI, PREGARE da SOLI; BISOGNA “ENTRARE NELLA CHIESA ”, nella comunione dei santi del cielo e della terra e, resi saldi dalla loro fede e dalla loro intercessione, DIVENTARE a LORO VOLTA PADRI, GENERARE ALTRI ALLA VITA SPIRITUALE, continuando la catena ininterrotta della tradizione.
Prima di Pacomio, fondatore della vita monastica in comunità, non vi erano regole. I padri allora suggerivano: “VA ’, ATTACCATI AD UN UOMO che TEMA DIO e, NELLO STARGLI VICINO, IMPARERAI ANCHE TU A TEMERE DIO ” (Poimen 65).  L’abba, il padre del deserto, esercita una vera e propria paternità nel nome di Dio, destando il suo discepolo alla vita secondo lo Spirito; non è un direttore spirituale e neppure impartisce lezioni di carattere intellettuale, È PIUTTOSTO UN PADRE CHE GENERA dei FIGLI A DIO, che GUIDA il DISCEPOLO FINO ALLA SOGLIA DELL'INCONTRO CON DIO, prepara la strada come Giovanni il Precursore, pronto a diminuire e a tirarsi indietro non appena i suoi discepoli giungono a dire, come gli abitanti del villaggio della Samaria a cui la samaritana aveva annunciato di aver incontrato il Messia: “Non è più sulla tua parola che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo” (Gv 4,42). I detti dei padri del deserto sono nati in questo contesto di colloquio spirituale tra un abba e un suo discepolo. Queste parole, donate da un abba a un discepolo per aiutarlo in una situazione di difficoltà concreta furono tramandate oralmente da chi le aveva ricevute ....Tutti i padri insistono nel dire che occorre lottare con i pensieri subito, non appena si presentano a noi. Dice EVAGRIO: “Sii come un portinaio alle porta del tuo cuore e ad ogni pensiero che si presenta chiedigli: `SEI DEI NOSTRI  O SEI DEGLI AVVERSARI?’ (Gs 5,13)” (Lettera 11,3). Come si conquista questa capacità di discernere fra i vari pensieri? I padri insistono sulla necessità di avere uno spazio di silenzio, un “DESERTO ”, per IMPARARE a CONOSCERE il NOSTRO CUORE e AD ASCOLTARE DIO CHE PARLA AL CUORE. Certo la solitudine non è facile. Ben lo sapeva un giovane monaco che, dopo aver vissuto alcuni mesi nel deserto, scoraggiato e spaventato poiché gli pareva di diventare sempre più cattivo, si recò da un anziano abba a chiedergli consiglio. L’abba l’ascoltò con amore e pazienza, quindi senza dire altro lo condusse accanto a una pozza d’acqua e gli ordinò di gettarvi un sasso. Quindi disse : “SPECCHIATI!”. Lo specchio d’acqua era increspato, era impossibile specchiarsi e il giovane lo fece notare. “Aspetta un poco. Ora specchiati”, ordinò nuovamente l’anziano. Il giovane si specchiò e vide la sua immagine riflessa nell’acqua. “Vedi, gli disse l’abba, quando uno vive in mezzo ad affanni e a preoccupazioni vive fuori di sé e non si conosce; è come l’agitata, non ci si può specchiare. Ma quando si ritira in solitudine, allora vede se stesso in verità. Non sei diventato più malvagio vivendo nel deserto; sei ciò che eri prima, ma allora non te ne accorgevi. Va’, lavora e il Signore sia con te” (Nau 134).
A cura di Lisa Cremaschi......

Cari saluti e buona giornata di Mercoledì 28 giugno,
a tutti  voi.
Don Fabrizio

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