TOTUS TUUS

mercoledì 5 luglio 2017

L'ARDORE DELLA CARITA'...GRIDA !!...

“Tardi ti ho amato, Bellezza sempre antica e sempre nuova, tardi ti ho amato! Tu eri dentro di me e io ero fuori. Lì ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. Eri con me e io non ero con te. 
Mi tenevano lontano da te da te le tue creature, inesistenti se non esistessero in te. Mi hai chiamato e il tuo grido ha sfondato la mia sordità; sei rifulso, e il tuo splendore ha dissipato la mia cecità; hai diffuso la tua fragranza, ho respirato e anelo a te, ho gustato e ho fame e sete; mi hai toccato e sono riarso del desiderio della tua pace” (Confessioni X,27,38).


Con queste parole, in un celebre passo delle sue Confessioni, Agostino sintetizza il suo lungo e tormentato cammino fino all’incontro con “la Bellezza sempre antica e sempre nuova”. Agostino (nato a Tagaste, Numidia nel 354 e morto a Ippona, attuale Algeria nel 430) si accostò al cristianesimo a Milano, dove era giunto trentenne per insegnare retorica; nei sei mesi trascorsi a Cassiciaco, l’attuale Cassago in Brianza, decise di abbracciare la fede cristiana e fu battezzato da Ambrogio nella veglia di Pasqua del 387. Consacrato vescovo di Ippona nel 396, trasformò in monastero la casa episcopale; si dedicò a un’intensissima attività pastorale a servizio sia della propria diocesi sia dell’intera chiesa africana. Predicò almeno due volte alla settimana, spesso con maggior frequenza; si dedicò alla formazione del clero esigendo che i suoi preti vissero in comunità, organizzò monasteri femminili e maschili; intervenne contro i manichei, i donatisti, i pelagiani, gli ariani, i pagani. 
l fatto che Agostino muoia mentre i barbari stanno assediando la città di Ippona acquista un significato simbolico: è l’intera civiltà antica ad essere assediata e a morire. Agostino è l’iniziatore della cultura occidentale del Medio Evo. Agostino è filosofo, teologo, mistico, oratore, scrittore, pastore..........
Nei suoi scritti, Agostino spiega l’etimologia di “misericordia”, termine composto dalle parole “miseria” e “cuore”. L’umana miseria quando il cuore (dal latino urere = bruciare) le si avvicina, brucia. In ogni essere umano c’è sete di misericordia, una misericordia che è Dio stesso. Raggiunto dalla misericordia di Dio, il cristiano fa misericordia agli altri; e dunque: “Ama e fa’ ciò che vuoi; sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli, parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che tu perdoni, perdona per amore; sia in te la radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene” (Commento alla prima lettera di Giovanni 7,8). 
l seguente passo riprende anch’esso un tema assai presente negli scritti di Agostino, in particolare nei commenti ai salmi. “Camminate lungo la via con tutte le genti, camminate lungo la via con tutti i popoli, o figli della pace, o figli dell’unica cattolica! Camminate lungo la via e camminando cantate. Così fanno i viandanti per dimenticare la stanchezza. Cantate anche voi lungo la via! Vi supplico in nome della via stessa (cf. Gv 14,6), cantate lungo la via, cantate un canto nuovo! Nessuno in questo cammino innalzi canti vecchi, cantate inni d’amore per la vostra patria del cielo. Nessuno innalzi canti vecchi. Nuova è la via, nuovo il viandante; sia nuovo il canto. Ascolta l’Apostolo che ti esorta al cantico nuovo: Se dunque vi è una nuova creatura in Cristo, le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove (2Cor 5,17). Cantate il cantico nuovo lungo la via che avete conosciuto sulla terra. In quale terra? Tra tutte le genti. Il cantico nuovo non appartiene a una parte sola. Chi canta separandosi canta qualcosa di vecchio, come è vecchio l’uomo che canta; è diviso, pensa secondo la carne. E certamente, se pensa secondo la carne è vecchio, se pensa secondo lo spirito è nuovo ... Canta sicuro, ti dico, il nuovo cantico lungo la via che hai conosciuto sulla terra, cioè in mezzo a tutte le genti” (Esposizione sul salmo 66,4-5).
Un altro tema caro ad Agostino è quello del desiderio che troviamo a più riprese nei suoi scritti; riportiamo questo passo stupendo tratto dal suo commento al v. 10 del salmo 38 (37): E dinanzi a te sta ogni mio desiderio. “Il tuo desiderio è la tua preghiera; se continuo è il tuo desiderio, continua è la preghiera. Perché non invano l’Apostolo ha detto: Pregate senza interruzione (1Ts 5,17) ... c’è una preghiera interiore che non conosce interruzione ed è il desiderio. Qualunque cosa tu faccia, se desideri il riposo del regno, non smetti mai di pregare. Se non vuoi interrompere la preghiera, non cessare mai di desiderare. Il tuo desiderio continuo sarà la tua continua voce. Tacerai se smetterai di amare ... Il gelo della carità è il silenzio del cuore: l’ardore della carità è il grido del cuore. Se sempre permane la carità, tu sempre gridi; se sempre gridi, sempre desideri ... E il mio gemito non ti è nascosto. A te non è nascosto, ma lo è a molti uomini ... Ma se dentro al cuore c’è il desiderio, c’è anche il gemito, non sempre esso giunge alle orecchie degli uomini, ma mai resta lontano dalle orecchie di Dio” (Esposizione sul salmo 37,10).
"Il gelo della carità è il silenzio del cuore: l’ardore della carità è il grido del cuore."  Bellissima questa espressione di Agostino, un grande santo, un uomo intelligentissimo.....
La domanda che ci facciamo è : quanto grida ...o tace... il nostro cuore ??
Cari saluti,
don Fa




















Nessun commento:

Posta un commento