TOTUS TUUS

sabato 15 luglio 2017

..." SCACCIA DAL TUO ANIMO..."

SAN BASILIO

Nella vita di San Basilio mi pare che possiamo cogliere tre aspetti della vita importanti che nel tempo, segnano le tappe di maturazione e della sua crescita umana e cristiana.
Li riprendo e trascrivo  da L. Cremaschi.
Il primo momento é  la crisi che attraversa la vita di Basilio.
Nel 355 Basilio, che all’epoca aveva circa venticinque anni,  si  reca ad Atene a perfezionare i suoi studi, ma qui una crisi esistenziale e spirituale lo induce a tornare in patria dove riceve il battesimo; poco dopo parte per un pellegrinaggio nei luoghi monastici dell’Egitto, della Palestina, della Siria e della Cappadocia. Rientrato, si stabilisce ad Annisoi, nel Ponto, dove dà vita a una comunità di lavoro, preghiera, studio biblico ispirata agli insegnamenti di Eustazio, vescovo di Sebaste. Costui rimproverava alla chiesa del suo tempo d’aver ceduto allo spirito di mondanizzazione e predicava il ritorno a un’obbedienza fedele all’evangelo. La sua sete di radicalità evangelica e il suo amore appassionato per il Signore gli avevano guadagnato molti discepoli. Uomo di raro equilibrio e dotato di profondo senso ecclesiale.   
Un secondo momento importante,  della vita di Basilio lo troviamo intorno agli anni del 360.
Viene ordinato lettore, partecipa al concilio di Costantinopoli, un concilio nel quale i vescovi, e tra gli altri il vescovo di Cesarea e l’amato Eustazio di Sebaste, per timore del potere imperiale, sottoscrivono una formula di fede semiariana. Basilio, scandalizzato e profondamente deluso, cerca forza, luce, coraggio nella parola di Dio. Si ritira ad Annisoi e qui compone "La lettera sulla concordia", un testo severo, in cui rimprovera con estremo vigore la chiesa del suo tempo. E'  il primo grave rimprovero che Basilio rivolge alla sua chiesa ; quello di ignorare la Scrittura. "Una chiesa che non conosce la parola di Dio, che non vive di essa, né ad essa vuole sottomettersi seguirà il modo di vivere che  nient'altro sarà  che una perversa tradizione degli uomini” (Lettera sulla concordia 7).  Basilio denuncia una falsa conoscenza di Dio, un travisamento della misericordia. “Dio è buono, ma è anche giusto. É del giusto retribuire secondo il merito ... É misericordioso, ma è anche giudice ... Non dobbiamo dunque conoscere Dio solo a metà, né prendere come pretesto per l’indolenza il suo amore per gli uomini”(Proemio alle Regole diffuse).
Basilio, ordinato presbitero, dopo breve tempo di fronte a malintesi sorti con il vescovo, ritorna ad Annisoi e da qui, sostituendo Eustazio condannato all’esilio, guida le comunità cristiane che a lui si ispiravano . Se la prima comunità basiliana sorge tra le montagne del Ponto, in un luogo isolato, forse in una ritraduzione, in un adattamento all’ambiente, del deserto egiziano, le successive comunità sono disposte in prossimità di villaggi, di grosse borgate o addirittura alla periferia della città come quella di Cesarea, che verrà in seguito denominata Basiliade . Le comunità, spesso doppie - maschile e femminile - crebbero rapidamente.  Il ricordo e la nostalgia della comunità cristiana primitiva degli Atti , da cui Basilio è in certo modo “ossessionato”, diventa progetto concreto e proposta di riforma per la chiesa tutta. Lavoro, preghiera comune, servizio dei poveri nella sottomissione fraterna e nella carità scandivano la giornata del fratello e della sorella basiliani.  La vicinanza ai luoghi abitati favoriva l’esercizio dell’ospitalità che in taluni casi, ad esempio a Cesarea di Cappadocia, si strutturava con caratteri peculiari e si apriva all’accoglienza di orfani e malati . 
Non troviamo mai negli scritti di Basilio alcun termine tecnico per caratterizzare la vita della comunità, non si parla mai di “monaco”, bensì semplicemente di “fratello”; non si ricorre mai al termine “monastero”, ma a quello evangelico di adelphótes, “fraternità, comunità” .   
Arriviamo al terzo momento che delinea il suo spessore spirituale , lo troviamo intorno al 370 .
Basilio è eletto vescovo di Cesarea, in Cappadocia infuria la persecuzione dell’imperatore ariano Valente, resiste con fermezza e coraggio alle sue minacce, riorganizza la chiesa di Cappadocia istituendo una serie di nuove diocesi e affidandole alla guida dei suoi amici fedeli alla fede di Nicea, stringe legami di comunione con le chiese d’oriente e di occidente, supplica il vescovo di Roma di inviare una delegazione occidentale a visitare le chiese d’oriente. Basilio è un uomo di comunione, nonostante le asprezze di un carattere non facile, nonostante una forte propensione all’autoritarismo . Ma in Basilio la volontà di comunione è più forte dei suoi limiti umani ; anche laddove rasenta la rottura con gli amici più cari, egli sa andare oltre i malintesi, le frizioni, le opposizioni di temperamenti profondamente diversi per cercare sempre ciò che unisce, perché l’amore, l’amicizia, la fraternità, la comunione trionfino sempre su ogni tentazione di lacerazione, di divisione, di opposizione.    
“Ti prego, scaccia dal tuo animo la convinzione di non aver bisogno della comunione con alcun altro. Non è infatti degno di chi cammina secondo carità né di chi compie il comando del Signore separarsi dalla comunione con i fratelli” (Lettera 65).  Consapevole che la symponóia, che il respiro all’unisono è richiesto dall’evangelo, cerca con ogni mezzo di lavorare per la pace: cerca la pace con il vescovo di Cesarea, Dianio, che per motivi di gelosia l’aveva costretto a lasciare la città; con Eustazio, l’antico maestro sedotto dall’eresia; con i vescovi suffraganei della Cappadocia; con le chiese dell’Asia minore; con le chiese di occidente ... A tutto questo si aggiungevano difficoltà di carattere pratico: le grandi distanze che separavano le chiese orientali da quella di Roma, le difficoltà presentate dai viaggi, la frequenza con cui missive importanti venivano perdute, la pratica assai diffusa della falsificazione delle lettere. E come sempre, in un clima di difficoltà, vi era chi seminava zizzania, chi profittava delle tensioni per trarne un guadagno personale, chi si serviva della calunnia, della diffamazione, delle insinuazioni per rendersi gradito ai potenti e per ottenere un profitto personale. 
É in questo clima che Basilio cerca la comunione e la pace, senza facili illusioni, aderendo alla realtà e alla verità. Di risultati non ne vedrà nella vita terrena; “se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12,24). 
È  qui che troviamo, in Basilio , l'uomo che si è lasciato forgiare dalla "parola della croce" e lo fa uscire da un pericolo di un cristianesimo anonimo, come spesso vediamo anche oggi , fatto di vuoti spiritualismi , ma di fede concreta e robusta : Basilio è un chicco di grano che deve marcire sotto terra, e sotto terra devono marcire anche la sua fatica, il suo impegno ... Ogni tanto, a tratti nel corso della storia, Dio ha concesso di vedere momenti di comunione vera tra i cristiani, qua e là nella chiesa, primizia, anticipazione di quella pace e quella comunione piena che ci saranno soltanto nel regno quando si compirà la preghiera di Cristo: “La gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, affinché siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità” (Gv 17,22-23).
Nelle sue Regole morali 80,22 scrive : “Che cos’è proprio del cristiano? La fede operante mediante l’amore (Gal 5,6). ... Che cos’è proprio del credente? Il conformarsi con tale piena certezza al significato delle parole della Scrittura, e non osare togliere o aggiungere alcunché. ... Che cos’è proprio del cristiano? Amarsi gli uni gli altri come anche il Cristo ha amato noi (cf. Ef 5,2). Che cosa è proprio del cristiano? Vedere sempre il Signore davanti a sé  (cf. Sal 15,8). Che cosa è proprio del cristiano? Vigilare ogni giorno e ogni ora (cf. Mt 25,13) ed essere pronto nel compiere perfettamente ciò che è gradito a Dio (cf. Mc 13,34), sapendo che all’ora che non pensiamo, il Signore viene (cf. Lc 12,40)  ”. L’ora della venuta del Signore per Basilio fu il 1 gennaio del 379.
Davvero  "grande" è stato San Basilio , una stella che brilla ancora nel firmamento della Chiesa.
Santa Domenica a tutti, con l'intercessione di Maria Vergine del Carmelo.
Don Fabrizio

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