Oggi grande festa per tutta la chiesa, in modo particolare per tutta la famiglia francescana per la Festa del nostro patrono d'Italia. Voglio ricordare questa festa a che celebriamo per il grande dono che abbiamo avuto nel Santo d'Assisi.
I corsivo che userò, sono citazioni dei discorsi che fece Papa Benedetto XVI ad Assisi nel 2007, che trovo sempre attuali per rileggere S.Francesco.
"Nacque al mondo un sole” . Con queste parole, nella Divina Commedia (Paradiso, Canto XI) Dante esordì nel parlare di San Francesco d'Assisi. Si, Francesco, per la sua bellezza di santità, possiamo davvero definirlo una luce, un sole per tutto il mondo.
Il poverello d'Assisi ....- non il poveretto - ci ha lasciato una traccia indelebile, sul suo volto, della Misericordia di Dio. Egli è
"Alter Christus", un altro Cristo che ha davvero, imitato Cristo in tutta la sua vita.
"Egli diventò sempre più capace di fissare il suo sguardo sul volto di Cristo e di ascoltarne la voce. Fu a quel punto che il Crocifisso di San Damiano gli rivolse la parola chiamandolo a un’ardita missione: "Va’, Francesco, ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina". (2 Cel I, 6, 10: FF 593) . Nella Basilica di Santa Chiara, dove si conserva il Crocifisso originale che parlò a Francesco, come se oggi fossimo lì, idealmente fissiamo anche noi i nostri occhi in quegli occhi di Cristo. È l’immagine del Cristo Crocifisso–Risorto, vita della Chiesa, che parla anche in noi se siamo attenti, come duemila anni fa parlò ai suoi apostoli e più di ottocento anni fa parlò a Francesco.
La Chiesa vive continuamente di questo incontro!!.
Francesco, insomma, era un vero innamorato di Gesù. Lo incontrava nella Parola di Dio, nei fratelli, nella natura, ma soprattutto nella sua presenza eucaristica. Scriveva a tal proposito nel Testamento: "Dello stesso altissimo Figlio di Dio nient’altro vedo corporalmente, in questo mondo, se non il santissimo corpo e il santissimo sangue suo" (2 Test 10: FF 113). " Il Natale di Greccio esprime il bisogno di contemplarlo nella sua tenera umanità di bimbo (cfr 1 Cel I, 30, 85-86: FF 469-470). L’esperienza della Verna, dove riceve le stimmate, mostra a quale grado di intimità egli fosse arrivato nel rapporto con Cristo crocifisso. Egli poteva realmente dire con Paolo: "Per me vivere è Cristo" (Fil 1,21). Se si spoglia di tutto e sceglie la povertà, il motivo di tutto questo è Cristo, e solo Cristo . Gesù è il suo tutto: e gli basta!!
Ci domandiamo, cari fratelli, se ancora oggi, in questo tempo in cui ci è dato da vivere, se Gesù riempie ancora la nostra vita, i nostri vuoti esistenziali, se Lui è il nostro tutto, se appaga la nostra sete di Verità, il desiderio di felicità. È sempre il "motore" della nostra vita per cui , davvero, siamo capaci di lasciare i nostri idoli per Lui ? È una domanda che faccio a me stesso: don Fabrizio, Gesù da quando lo hai incontrato, è sempre il " tuo Tutto..? "
Cari amici San Francesco ci "solletica" ancora il desiderio di Gesù, si debbo ringraziarlo perché ancora oggi Francesco ci richiama all'essenziale, ai grandi ideali che , per me, ricorda e indica dove sta' il senso della mia vita e della scelta che ho fatto. Grazie Francesco d'Assisi, piccolo grande uomo , che ci hai parlato e soprattutto ci hai mostrato Gesù Cristo ; l'unico per cui merita lasciare tutto per avere Lui, il TUTTO della vita.
Buona giornata.
Don Fa.
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