Liturgia di Martedì 29 novembre
«Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli» (Lc 10,21). Un aspetto sorprendente della preghiera di Gesù verso il Padre è che la lode non riguarda i motivi più diffusi nella preghiera ebraica, come la magnificenza della sua opera e dei suoi interventi nella storia, ma riguarda la rivelazione di un mistero: il mistero della benevolenza di Dio verso i piccoli, della relazione intima di amore tra il Padre e il Figlio e, soprattutto, dell’inserimento in questa comunione dei discepoli di ogni tempo, ai quali il Signore ha «dato conoscere i misteri del regno di Dio» (cf. Lc 8,10).
Il Signore vede in noi e per noi ciò che forse noi stessi non siamo ancora capaci di vedere, facendo fatica a entrare nel ringraziamento e della lode.
Ma ancora , il sostantivo è molto eloquente sull’identità di questi piccoli che ricevono la rivelazione del mistero di Dio. Letteralmente, sono gli infanti, cioè i bambini così piccoli da essere ancora incapaci di parlare, di esprimersi.
Significativo, anche in questo caso, il richiamo alla traduzione in greco dell’A. T. quando, al Sal 8,3 viene usato proprio lo stesso sostantivo, per capovolgere la logica umana dei potenti e dei sapienti, poiché si dice di Dio: «con la bocca di bambini e di lattanti: hai posto una difesa contro i tuoi avversari, per ridurre al silenzio nemici e ribelli».Gesù tiene a dirci che Lui vede il bene in te più di quello che tu, e gli altri riescono a vedere.... Siamo chiamati a riconciliarci con la nostra piccolezza , perché Dio la ama e la usa !!. Guardandoci come Dio ci guarda ci aiuterà a riconciliarci con noi stessi e fare pace con le nostre ferite, e a leggere nella vita degli altri "quel modo di fare di Dio" che nulla disprezza dell'uomo, lui che è amante della vita, di ogni uomo.
Girolamo Stilton
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