TOTUS TUUS

venerdì 10 aprile 2015

OTTO GIORNI DOPO....

Mentre erano chiuse le porte del luogo....
Nella vicenda che ha coinvolto la vita dei discepoli con il Maestro abbiamo visto come coloro che avevano abbandonato tutto per seguire Gesù (cf. Mc 1,18.20), hanno finito per abbandonare Gesù e fuggire tutti (cf. Mc 14,50). I discepoli  sopraggiunta l’ora della prova, della “crisi”, hanno avuto paura; la paura ha debilitato la loro fede, fa dimenticare il loro amore reale per Gesù, annebbia la loro esile speranza. La paura è una potenza terribile : quando si impadronisce di noi, ci toglie ogni forza, ogni possibilità di resistenza, ci rende innanzitutto vili, perché ci toglie la responsabilità: nel nostro caso la responsabilità della fede, dell’amore, della speranza.                                         E Tommaso ?....
Prima : «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». 
Tommaso, come noi deve toccare per credere....Il "toccare" è un’azione che lascia un sigillo su chi è toccato… esprime amore, quello che Gesù ha fatto carezzando, toccando i discepoli,la gente, mai i suoi gesti han fatto del male a qualcuno...Pensiamo quando da piccoli abbiamo ricevuto la carezza della nostra mamma, del babbo, oppure a quella dell'innamorato sul volto della propria ragazza....
Otto giorni dopo invece.... Quella sera non è con gli altri, e nei suoi ragionamenti pensa di dover toccare i buchi delle mani e del costato, per credere. Tommaso non sa che è Gesù ora a doverlo toccare. Ma quando Gesù viene di nuovo e Tommaso lo vede, vede le sue mani e il suo petto, allora non tocca, non mette il dito per verificare; no, si inginocchia e confessa: “Mio Signore e mio Dio!”, la più alta e la più esplicita confessione di fede in tutti i vangeli. Per la fede non bisogna né vedere né toccare, come pensava Tommaso, ma  occorre essere visti da Gesù ed essere toccati dalle sue mani, che sono sempre una carezza, una stretta di mano; e rarissime volte ecco anche un bacio, in cui il suo respiro diventa il nostro. Gesù si rivela “toccandoci”, soprattutto toccandoci con “il suo corpo” e “il suo sangue”. Qui il suo respiro diventa il nostro, il suo soffio è il nostro :"Ricevete lo S.Santo"...dono pasquale del Risorto, ogni giorno ci è dato questo dono....per essere visti e toccati da Gesù !!

don Fa.

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