Mentre erano chiuse le porte del luogo....
Nella
vicenda che ha coinvolto la vita dei discepoli con il Maestro abbiamo visto
come coloro che avevano abbandonato tutto per seguire Gesù (cf. Mc 1,18.20),
hanno finito per abbandonare Gesù e fuggire tutti (cf. Mc 14,50). I discepoli sopraggiunta
l’ora della prova, della “crisi”, hanno avuto paura; la paura ha debilitato la
loro fede, fa dimenticare il loro amore reale per Gesù, annebbia la loro esile
speranza. La paura è una potenza terribile : quando si impadronisce di
noi, ci toglie ogni forza, ogni possibilità di resistenza, ci rende
innanzitutto vili, perché ci toglie la responsabilità: nel nostro caso la
responsabilità della fede, dell’amore, della speranza. E Tommaso ?....
Prima : «Se non vedo nelle sue mani il
segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la
mia mano nel suo fianco, io non credo».
Tommaso,
come noi deve toccare per credere....Il "toccare" è un’azione
che lascia un sigillo su chi è toccato… esprime amore, quello che Gesù ha
fatto carezzando, toccando i discepoli,la gente, mai i suoi gesti han fatto del
male a qualcuno...Pensiamo quando da piccoli abbiamo ricevuto la carezza della
nostra mamma, del babbo, oppure a quella dell'innamorato sul volto della
propria ragazza....
Otto
giorni dopo invece....
Quella sera non è con gli altri, e nei suoi ragionamenti pensa di dover toccare
i buchi delle mani e del costato, per credere. Tommaso non sa che è Gesù ora a doverlo toccare. Ma quando Gesù viene di nuovo e Tommaso lo vede, vede le
sue mani e il suo petto, allora non tocca, non mette il dito per verificare;
no, si inginocchia e confessa: “Mio Signore e mio Dio!”, la più alta e la più esplicita confessione di fede in
tutti i vangeli. Per la fede non bisogna né vedere né toccare, come pensava
Tommaso, ma occorre essere visti da Gesù ed essere
toccati dalle sue mani, che sono
sempre una carezza, una stretta di mano; e rarissime volte ecco anche un bacio,
in cui il suo respiro diventa il nostro. Gesù si rivela “toccandoci”,
soprattutto toccandoci con “il suo corpo” e “il suo sangue”. Qui il suo respiro
diventa il nostro, il suo soffio è il nostro :"Ricevete lo S.Santo"...dono
pasquale del Risorto, ogni
giorno ci è dato questo
dono....per essere visti e toccati da Gesù !!
don Fa.
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