▪Bel Pastore
▪la Porta
▪Vite
Dopo queste definizioni che Gesù da di se stesso ,nel Vangelo di Giovanni, ciò che vuole indicare di sé stesso in riferimento al Padre e a noi è la Vite/tralci.
"Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore, il vignaiolo”. Per un ebreo credente la vite è una pianta familiare, che insieme al grano e all’olivo contrassegna la terra di Israele; è la pianta da cui si trae “il vino, che rallegra il cuore umano” (Sal 104,15). Proprio la vite era diventata l’immagine del popolo di Israele, della comunità del Signore: vite scelta, strappata all’Egitto e trapiantata (cf. Sal 80,9-12), coltivata con cura e amore dal Signore, che da essa attende frutti (cf. Is 5,4). Gesù, rivelando di essere lui la vite vera – come Geremia proclama di Israele: “Ti ho piantato come vite vera ” (Ger 2,21) – si definisce l’Israele autentico, piantato da Dio, dunque pretende di rappresentare tutto il suo popolo. Egli è la vite vera e Dio, chiamato con audacia “Padre”, è il vignaiolo, colui che la coltiva.
L'immagine della Vite è anche per noi è familiare, vivere nelle nostre zone ci fa capire cosa dice il Signore quando parla della Vite - tralci - potatura. ...chi non rimane /dimora in Lui , non porta frutto e poi secca.
Potatura.....Avete mai visto, dopo un pò da questo " taglio", sulla vite si forma una goccia d'acqua sul punto dove è stata recisa la pianta.
Sembra quasi che la pianta pianga.!!.....Del resto è un po così....é l'estrema sofferenza della pianta quando viene potata. Nella immagine riferita tra Gesù e noi, fuori metafora, sono le necessarie potature nella nostra vita, potature che spesso ci fanno penare....soffrire molto..... come la pianta che è viva, così la nostra umanità: è viva e non ancora "morta".!! i legami affettivi, crescere nel distaccarsi dalla famiglia di origine in chi sta formando una nuova famiglia, progetti che si erano consolidati e poibuttati....all'aria..!! . Per questo si soffre..!!..ma è necessario questo "taglio" per portare più frutto, crescere , come la natura mostra, in primavera mette tralci più robusti e frutti più buoni....così lo è per noi...Solo che questa potatura ci mette Paura......una paura di "morire", di perdere qualcosa che a noi è caro......comincia questo " terrore", si va in ansia, spesso anche in depressione, Dio ci pare un pò crudele quando opera questa cesura, tagliarci... ....Eppure ci è necessario, in questo caso si, per non morire dentro di noi, per non seccare e non portare più frutti, per irrobustire la nostra umanità e la nostra fede....per crescere umanamente.
Io, tu, noi, che facciamo ?.......lasciamoci fare da Dio.......guarda questa storia
mi pare molto eloquente....vai a ...... https://youtu.be/k7FA6mj6apI
Buona giornata.
don Fabrizio
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