Lunedi 25 Maggio, VII per Annum
«Maestro buono, che cosa devo fare per
avere in eredità la vita eterna? [...] Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e
gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi
quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!».
Diverse volte il Vangelo di Marco parla
degli "sguardi" di Gesù, e nel brano attuale si parla di questo sguardo, il vangelo ci parla dell'incontro e sguardo su un tale , poi….verso i discepoli, e ovviamente verso….ciascuno di noi.
Un tale di cui Marco non specifica
l’identità, in modo che ognuno di noi possa riconoscersi in lui, corre e si
inginocchia davanti a Gesù che è in cammino, per interrogarlo, per porgli
domande (cf. Mc 10,17). Appare così una persona che cerca con passione, infatti
corre, e cerca qualcuno, un maestro, perché lo aiuti nella sua ricerca…e la
domanda non è di poco conto.....non è una persona superficiale.
Non gli chiede mica come funziona Ipod, o come organizzare un tour vacanziero....
Vedere, essere visto, è
un’operazione importante nella nostra vita umana. Accanto all’ascolto, il
vedere è decisivo nel nostro venire al mondo. Dopo pochi giorni dalla nascita,
noi apriamo gli occhi e vediamo… e così entriamo in relazione con gli altri,
con le cose. È soprattutto il vedere che provoca la conoscenza e quindi il
riconoscimento; è attraverso il vedere che accendiamo la relazione ed entriamo
in relazione.
Guardare è una cosa, vedere un’altra, e fissare lo sguardo sta nel registro del
vedere, non del guardare. Per questo occorre “saper vedere”, e non si è mai
finito di imparare quest’arte da cui dipende la comunicazione, la comunione, e
quindi il sapore della vita. Gesù gli risponde partendo dalla seconda tavola della Legge...strano...il primo non è "Ascolta....tu amerai il tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutta la mente.." Il brano dell’incontro tra Gesù e il
giovane ricco è particolarmente eloquente sul vedere di Gesù -“Allora Gesù,
fissato lo sguardo su di lui, lo amò”, (Mc
10,21). Attraverso il guardare, il fissare lo sguardo, Gesù vuole comunicare in
modo più profondo con quel giovane, vuole che egli “si senta visto” (esperienza
per ognuno di noi straordinaria e decisiva, quando avviene veramente!), si
senta conosciuto nel suo cuore, si senta accolto. Di fatto Gesù mostra al
giovane di essere come lui lo ha chiamato, “buono”, capace di amore, di
essere come il Signore che “guarda il cuore”, che discerne in profondità, non
come l’uomo che guarda l’esteriorità (cf. 1Sam 16,7). Gesù guarda quell’uomo,
vede che c’è fuoco sotto la cenere, soffia su quella cenere…. Quel giovane si è
sentito guardato e amato dal Signore: ecco il culmine del nostro brano
evangelico ! Per lui il volto di Gesù è diventato il volto di uno che offre
attenzione e amore, sicché questi non vanno meritati, vanno solo accolti con
stupore, perché sono la grazia. Quello sguardo di Gesù è stato come una
carezza, come un bacio che il maestro dava al discepolo al tempo di Gesù....
Potremmo anche noi, oggi, fare un esercizio , metterci davanti ad un immagine significativa di Gesù e guardare il suo volto e lasciarci guardare....a me piace questa che vi ho postato....è l'immagine del S.Cuore di Gesù in Francia a Paray-Le-Monial.
.............E così ora Gesù può dirgli la verità più
profonda: “Una cosa sola ti manca...” (Mc 10,21). Ecco che lo
sguardo del giovane si fa serio..."Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni..".
Se tu avessi tutto, allora il Signore
sarebbe il tuo Pastore, ma ti manca una cosa sola per non mancare di nulla – “Il
Signore è il mio Pastore, non manco di nulla” (Sal 23,1) –, perché il Signore è
buono, è amore, e se si ha l’amore, si ha tutto..!!
Auguri cari amici....
d.fa.

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